Vita comune

Sembra di studiare il Decameron di Boccaccio: dieci ragazzi che vivono per una settimana in un appartamento e si ritrovano a dover arrangiarsi riguardo i propri orari scolastici, l’organizzazione, la preparazione dei pasti e i turni di pulizia da rispettare.

Ecco che così otto ragazzi del ’96, insieme al loro animatore, Luca, e alla fondamentale partecipazione di Don Loris, che ci ha gentilmente offerto casa sua, si sono ritrovati da domenica 17 a sabato 23 febbraio a vivere, o meglio convivere, lontano da amici e parenti. Questa esperienza ha assunto diversi nomi, tra cui “convivenza”, “vita in comune”, o più semplicemente “settimana in oratorio dal don”.

In molti hanno scommesso che non ce l’avremmo fatta, ma siamo riusciti a dimostrare che, con impegno e pazienza, anche le nuove esperienze possono concludersi con successo. Nonostante i primi giorni di assestamento in cui si cenava troppo tardi oppure non si faceva mai ordine nelle stanze a causa della disorganizzazione, siamo riusciti a crescere su vari fronti e a divertirci, senza mai litigare (e le occhiaie lo dimostravano). Sostanzialmente la giornata si divideva in fasce orarie diverse sia per la colazione che per il pranzo, mentre il pomeriggio era interamente dedicato allo studio. La cena veniva preparata insieme e poi si organizzavano attività diverse da fare durante la sera, come ad esempio le serate film, le serate gioco o quelle dedicate alle discussioni su vari argomenti. Infine, un momento di preghiera chiudeva la giornata.


Non è stato facile, ma mettendocela tutta siamo riusciti a sfruttare al meglio ogni situazione per confrontarci, stare bene, aiutarci e divertirci. Non sono mancati i momenti di riflessione per cercare di migliorarci ed anche grazie a questi, siamo riusciti a ottenere giornate e serate indimenticabili. Questa esperienza è stata diversa da qualsiasi camposcuola o ritiro, poiché sembrava di essere capitati in una grande famiglia. Giorno per giorno la stanchezza si faceva sentire, ma sicuramente il momento più difficile ed impegnativo è stato preparare le valige per tornare alla nostra comune vita, che non sarà mai paragonabile a questa VITA IN COMUNE.

Carlotta Freti e Giorgia Grassi

 

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