Catechesi e testimonianza

papa.giovanniiiQuando si avvicinano i tempi della celebrazione dei sacramenti, si respira sempre un’aria di tensione. È bello intravedere il desiderio e l’agitazione dei piccoli che vivono per la prima volta il sacramento della Riconciliazione e quelli che si affacciano al grande momento della Prima Comunione. È più dubbio lo sguardo nei confronti dei ragazzi che si apprestano a vivere il sacramento della Cresima: quanto sono consapevoli di ciò che vivono?

Molte domande sorgono in chi si cura della preparazione durante la catechesi, tante preoccupazioni e soprattutto la domanda interiore e personale circa l’aver posto tutta la cura necessaria per i ragazzi. È quello che in fondo tutti ci poniamo come obiettivo. Non si tratta solo di aver istruito alla perfezione riguardo dei concetti i ragazzi, ma avere la percezione che, secondo le proprie capacità, essi sono consapevoli di quanto ricevono. Credo sempre che vederli emozionati e agitati poco prima della celebrazione dica che nel cuore comprendono che qualcosa di grande avviene. Ci sono dei doni per loro. Questo è il primo passo a cui condurre con la catechesi. Al bambino che compie un anno non si spiega cosa significa invecchiare, ma si fa percepire la gioia della vita ricevuta e da vivere giorno dopo giorno. Ai ragazzi della catechesi oltre a spiegare dei concetti, si vuol far passare che il Signore offre loro un modo tutto suo e bellissimo per vivere la vita. Dobbiamo essere noi adulti, genitori e catechisti, a trasmettere loro questa gioia, che è poi la gioia della fede.

Ci attende nel mese di maggio un incontro importante sulla catechesi con il vescovo Francesco. Il nostro sarà uno degli ultimi vicariati che il vescovo incontrerà proprio su questo tema. Il nostro vicariato proporrà due relazioni e il vescovo risponderà chiarendo alcune nuove probabili prospettive per il futuro della catechesi nella nostra diocesi. Quello che è certo per noi è che fatichiamo a consegnare la fede ai nostri figli. E continuiamo a credere che questo debba essere fatto come una sorta di percorso scolastico dove è sempre l’altro colui che devi preoccuparsi di insegnare. La parola che mai ci mettiamo sulla bocca quando parliamo di catechesi è testimonianza. Testimoniare significa raccontare con parole e gesti che siamo attaccati e aggrappati a Cristo. Proponiamoci sempre questo, e diventeremo i migliori catechisti possibili.

 

don Loris

 

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