Filippo chi?

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Lo sguardo sul passato, o almeno su qualche particolare, talvolta illumina il presente e suggerisce nuovi slanci. La fotografia che accompagna questo articolo è stata pescata tra quelle storiche presenti in casa parrocchiale, e ci ricorda che una volta sopra l’edificio, ora ingresso del cinema e appartamento del curato, campeggiava ben evidente l’intitolazione dell’oratorio – solo maschile allora! - a San Filippo Neri. Intitolazione oggi scomparsa fisicamente ma presente nella memoria di qualcuno e nella mia personale intenzione di riportare all’attenzione della comunità un santo molto particolare nella sua proposta.

Sono giorni, questi di fine gennaio, nei quali abitualmente gli oratori celebrano il ricordo di San Giovanni Bosco, il santo che ha speso la vita per i ragazzi e giovani della Torino di metà ‘800, fondando gli oratori e la congregazione dei Salesiani, diventando unanimemente patrono degli oratori e degli educatori. Inoltre la nostra diocesi in questi giorni sta vivendo la grazia particolare di ospitare proprio l’urna con il corpo di don Bosco.

Le vie di Roma del ‘500 hanno certo un colore diverso dalla Torino del Risorgimento, ma i volti, soprattutto quelli dei ragazzi soli, abbandonati senza un futuro si assomigliano tremendamente. Filippo Neri intuisce la necessità, abbandona il sogno di partire missionario per le indie e si immerge nella storia popolare della città eterna per conquistare con la simpatia e la santità bambini, ragazzi, giovani, adulti. Non è il momento per raccontare tutta la vita di questo santo: il mio è solo un piccolo stimolo a riposizionare tra i santi a cui siamo legati la figura di un prete che ha fatto della gioia, dell’allegria, della bontà le sue caratteristiche più spiccate.

L’oratorio di Sarnico appartiene a quel gruppo di strutture, non certo numerose, che sono intitolate al santo romano. Sarebbe proprio bello riscoprire cosa può consegnare a noi un uomo vissuto cinque secoli fa, attento alle periferie, con lo sguardo verso l’esterno proprio come oggi ci ripete frequentemente papa Francesco.

Le strade di Sarnico non assomigliano per nulla a quelle di Torino e Roma, eppure accolgono ancora oggi gli stessi disagi, preoccupazioni, domande, ricerche che due grandi santi hanno percepito nella loro storia. Non si vedono talari nere, strade polverose o monumenti antichi, ma anche oggi siamo chiamati ad essere santi.

Don Loris
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