#AssisiRomaEasy

Un titolo che è prima di tutto uno slogan...lo slogan che noi di Sarnico ci siamo dati e ci ha accompagnati. Il cammino della luce, il pellegrinaggio a piedi da Assisi a Roma proposto dal vescovo Francesco, è definibile come qualcosa di semplice - easy appunto - non perché sia mancata la fatica, o perché disimpegnato, ma perché ogni momento è scivolato via diventando quotidiano, normale. Siamo stati bene, siamo arrivati quasi alla carica a Roma, ci siamo meravigliati, abbiamo gioito, abbiamo sgranato gli occhi di stupore alla sorpresa della presenza di papa Francesco e alle sue parole. Lascio ai ragazzi che hanno partecipato il racconto delle emozioni, dei sentimenti. Prendetevi qualche minuto, vale la pena sentire cosa significa cominciare ad essere pellegrini. 

don Loris

 

“Voi giovani dovete camminare, non dovete restare fermi”, questa frase che Papa Francesco ci ha dedicato racchiude un po’ il significato e la bellezza del nostro cammino. Per vivere al meglio la vita bisogna camminare essendo consapevoli di cosa effettivamente si vuole raggiungere, il percorso da intraprendere per raggiungere gli obiettivi in ognuna delle nostre vite purtroppo non è lineare e pianeggiante e non è assolutamente paragonabile ad una passeggiata sul lungolago, per ottenere soddisfazioni bisogna faticare e spesso chiedere aiuto alle persone che ci stanno accanto e di cui ci fidiamo di più. Nella vita noi giovani dobbiamo scordarci di camminare da soli poiché non andiamo da nessuna parte, dobbiamo lasciarci guidare, il nostro pellegrinaggio è stato proprio questo: un magnifico gruppo di 500 persone che camminavano INSIEME nonostante provenissero da paesi diversi e nonostante non si fossero mai visti prima. Personalmente credo che la cosa più bella sia stata davvero questa, fuoriuscire dalla quotidianità che spesso ci attanaglia andando alla ricerca e alla scoperta di persone nuove e di punti di vista nuovi, per noi giovani penso sia fondamentale confrontarsi ogni giorno con persone nuove poiché il confronto è una fase fondamentale per il nostro progetto di crescita.
“Nella vita non bisogna mai abituarsi, bisogna sempre stupirsi”, questo cammino ci ha permesso davvero di crescere sotto moltissimi punti di vista e come detto ci ha permesso di conoscere la semplicità e la bellezza di persone nuove, i giovani d’oggi non devono per pigrizia fermarsi all’apparenza delle persone e delle cose ma devono andare oltre cogliendo l’essenza di una persona e la vera utilità di uno strumento o una cosa.
“Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.” (Roberto Benigni). Quindi giovani non dobbiamo avere paura di camminare e non dobbiamo avere paura di camminare con gli altri!

Carlo Gallinelli

 

ASSISI-ROMA NEL CUORE. Esprimere la gioia interiore che ha caratterizzato il nostro pellegrinaggio a Roma è molto difficile, troppo grande da racchiudere in poche righe. L'unione di intenti, di entusiasmo e di fede ci hanno accompagnato per tutto il viaggio, arricchito dalla presenza del Vescovo Francesco e dei sacerdoti. La fatica del cammino è passata in secondo piano rispetto all'allegria, alla voglia di stare insieme e di conoscersi meglio. Durante il nostro pellegrinare abbiamo fatto nostro il motto del Vescovo Francesco “barcollo, ma non mollo”, portandolo in tutte le vie fino in piazza San Pietro, dove la nostra esuberanza è risultata contagiosa. Un minimo di commozione, nel giungere davanti alla Chiesa di Pietro, ha colpito tutti, in particolar modo per la sua immensità.
Il sigillo su questa avventura meravigliosa è stato l’incontro con Papa Francesco che, con la sua semplicità, è riuscito come sempre a entrare nel cuore di tutti: “Voi dovrete essere camminanti nella vita, non erranti, consapevoli di dover raccontare per tutta la vita il percorso di fede che avete fatto”.
E sarà proprio così: il ricordo di questo pellegrinaggio rimarrà indelebile in tutti noi, che avremo l’onore e l’orgoglio di poterlo raccontare.

Luca Sacella

 

Forse l'idea di partire per un pellegrinaggio con il vescovo, con tanti preti e con altri tantissimi ragazzi può spaventare; forse l'idea di andare a messa tutti i giorni può far pensare: “ma chi melo fa fare? “; forse l'idea di dormire per 9 giorni in terra con altre 600 persone ci fa apparire come dei matti.
E durante il pellegrinaggio ho avuto la risposta a queste domande.... L’esperienza aveva un sapore particolare, di quelle che lasciano il segno perché non avevo mai visto un fiume di entusiasmo simile. La fatica non si faceva mai sentire, tutti erano disposti e pronti all'aiuto oppure a tirarti su di morale, la gente ci accoglieva in modo spettacolare e con tanto affetto.
La nostra vita è fatta per camminare, in qualsiasi modo, e io (noi) non vogliamo fermarci perché vogliamo portare l'entusiasmo vissuto, nelle case di tutti.

Filippo Mongodi

 

Quando il don ci ha raccontato di questa opportunità, non l'ho lasciata scappare e l'ho colta al volo. All’inizio ero molto preoccupata e agitata perché non sapevo se sarei riuscita a percorrere 135 chilometri da Assisi a Roma, ma alla fine non è stato poi così impegnativo, anche perché camminando, chiacchierando e conoscendo nuovi ragazzi e ragazze di altri paesi non ti rendi conto della fatica. L’emozione più grande di questa bellissima esperienza è stato assistere all'Angelus di Papa Francesco, in piazza San Pietro insieme a centinaia di persone. In più sono rimasta molto emozionata nel vedere sua Santità durante la messa della domenica, quando ha voluto farci un regalo con la sua presenza. Le sue parole mi rimarranno per sempre nel cuore: " Voi dovete essere camminanti, non erranti." Spero di poter ripetere questa avventura, percorrendo perché no, magari in futuro, il cammino di Santiago di Compostela.

Francesca Del Carro


Passo dopo passo e con tanta fatica abbiamo intrapreso un cammino, un viaggio, che assume valori altri rispetto al solo percorrere metri. Camminare, nel senso del percorrere chilometri verso una meta stabilita, ti richiede fatica, sforzo, convinzione, determinazione. Ti chiede magari di camminare accanto a qualcuno, di sapere che essere compagni di un viaggio porta con sé gioie e responsabilità. Che il cammino non è mai solamente tuo: ma sempre richiama scelte, incontri, decisioni che sono legate ad altri. Che si cammina sempre per qualcosa, e solo grazie a ciò puoi spingere i tuoi piedi in avanti. Scaldando, ancor prima dei polpacci, il muscolo del desiderio: il cuore. Ed ecco che ti accorgi immediatamente che tu stai camminando, ma stai facendo molto di più: scopri te stesso, intessi relazioni, muovi il mondo, cambi il modo di vedere le cose che ti stanno intorno. Io ho anche il ricordo del cammino di Santiago che mi ha colpito e ha lasciato un grossissimo segno dentro di me con la voglia un giorno di tornarci. Concludo con questa frase che penso riassuma lo spirito del vero pellegrino
«Quando incontro qualcuno non gli chiedo da dove viene. Non mi interessa. Gli chiedo dove va. Gli chiedo se posso fare un pezzo di strada insieme a lui». (Papa Giovanni XXIII)

Alberto Vignoni

 

Quando parti per un pellegrinaggio non sei mai del tutto consapevole di quello che vai effettivamente ad affrontare, forse il bello è anche questo anche perché la non consapevolezza porta ad un maggiore desiderio di quello che è poi il raggiungimento della meta. Fin dal primo giorno il Vescovo Francesco ha chiarito il concetto vero e proprio di pellegrino: “pellegrino è colui che si mette in cammino in terre apparentemente “sconosciute” per raggiungere la meta desiderata”.
Per me a questa definizione si potrebbe tranquillamente aggiungere che il pellegrino è consapevole di giungere alla destinazione cambiato, diverso e trasformato. Anche perché “i passi non si contano, i passi si vivono” queste sono le parole con cui il vescovo di Gallese ci ha accolto nel suo paese. Riflettendo non ha del tutto torto, in quanto secondo me questo cammino aveva come principio fondamentale la riflessione, in tutte le sue sfaccettature. Importante era vivere quei passi che ha volte erano ricchi di emozioni, altre piene di divertimento e altre ancora colme di fatiche. Eravamo però consapevoli che grazie alla condivisione tutto poteva essere superato, la forza del gruppo in questo caso era davvero di grande supporto. Le esperienze vissute sono un qualcosa che non dimenticheremo mai, e che personalmente posso dire abbiano lasciato il segno all’interno della mia vita. Non è sicuramente da tutti arrivare con le proprie gambe in piazza San Pietro consapevole della fatica fatta, vi assicuro che in quel preciso momento l’emozione è alle stelle e le lacrime agli occhi sono un qualcosa di automatico. Questo cammino rimarrà sempre con noi, nel nostro cuore il ricordo di quella testimonianza di vita e di fede che ogni persona a suo modo ci ha saputo donare.
Sono davvero contenta di avere condiviso questa esperienza con delle persone a dir poco fantastiche, il ringraziamento principale va a don Loris che ci ha proposto tutto questo e che durante il cammino ci ha aiutati a vivere al meglio l’esperienza secondo i canoni più adeguati.

Rebecca Campigli

 

Il pellegrinaggio. Facile definire cosa sia, chi più chi meno, tutti abbiamo un’idea su cosa ci si possa aspettare nel viverlo.
Un programma dettagliato, vari paesi in cui sostare e una meta comune: Roma.
Ci si ritrova quindi tutti in viaggio, perché è proprio quello il senso del pellegrinaggio, CAMMINARE! e ti accorgi che non è proprio come te lo aspettavi, perché accanto a te ci sono più di 500 giovani, con la tua stessa voglia, il tuo desiderio di arrivare alla fine e la consapevolezza di star facendo qualcosa di speciale.
Ma camminare non è sempre facile, passo dopo passo la fatica aumenta, così come vari dolori, la sensazione di non riuscire ad arrivare fino in fondo si fa sentire…fermarsi quindi?!? Si potrebbe fare, ma non oggi, non del tutto, il traguardo è vicino; gli altri ragazzi ti trasmettono entusiasmo, ti aiutano appena vedono che sei in difficoltà, in un attimo ti accorgi di essere di nuovo in viaggio. Questa volta non cammini solo, ad ogni passo c’è un amico nuovo con cui percorrere insieme un pezzo di strada.
Ed eccola in lontananza, San Pietro. Il passo si fa veloce, la fatica sparisce; un forte urlo di gioia, siamo arrivati! Abbiamo raggiunto la nostra meta, il Cammino della Luce ci porta fin dentro la basilica, dove, guidati dalla croce, ci fermiamo un attimo ad ammirare e ripensare a quello che realmente abbiamo portato a termine.
“La vita è fatta per camminare” questo ci dice Papa Francesco e noi non possiamo far altro che rimetterci in viaggio e portare la Luce che ci ha accompagnato durante il pellegrinaggio in giro per le strade.
Riempiamo Roma con le nostre magliette gialle, consapevoli di non essere passati inosservati e torniamo alle nostre case, questa volta con 500 mete diverse, con molti amici in più e il sapere di aver appena iniziato un pellegrinaggio molto più lungo e faticoso.

Giacomo Pansera

 

 

IMG 0372

Payday Loans