Guardare oltre!

Guardare oltre!

 

Le pagine che seguono appaiono come l’ennesimo racconto di una serie di iniziative. Apparentemente le solite: i campi estivi, quest’anno la GMG. Qualche foto, il racconto, un paio di aneddoti. Ogni volta sembrano delle iniziative a se stanti, scollegate, staccate da ogni percorso. Sono convinto che invece siano la cerniera, il tratto d’unione per la lunga traccia che si tenta di lasciare nelle esperienze di oratorio. Ogni estate per qualcuno il CER, i campi sono una “prima volta” oppure “l’ultimo”. Sono passaggi detti a voce, a volte con gli sguardi, scritti da qualche parte. Ma si incidono nella memoria, nei ricordi, nei passi che ogni ragazzo sta compiendo. Diventano l’occasione per dire il proprio crescere e diventare grandi, la necessità di guardare oltre, di prospettare nuovi orizzonti. L’estate è un buon momento per fare il punto, per conoscere e riconoscere, per lasciare il segno.

 

Il segno più grande l’ho raccolto nella Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. Per me la seconda, dopo Madrid. Nove giorni fisicamente intensi, spesi con 55 giovani del vicariato (80 a dire il vero, con i nostri scout e chi si è aggregato negli ultimi giorni), condivisi fraternamente con don Matia. Chi è stato a più di una GMG sa che non sarà mai la stessa cosa: tu sei diverso, il gruppo cambia, il paese che accoglie apre a mille incertezze e occasioni. Sentirete racconti e sentimenti nelle pagine che seguiranno.

Io racconto solamente la grande profondità che accompagnato ogni momento: alla messa inaugurale, all’arrivo del Papa, alle catechesi con tutto il gruppo Bergamo, alla via Crucis, alla veglia finale, alla messa conclusiva. Attenzione, intensità, preghiera, desiderio di ascoltare, necessità di fare silenzio. Ogni volta che mi voltavo trovavo i giovani in questi atteggiamenti. Mai scoramento, mai una parola di troppo. E tutto questo mentre le parole di papa Francesco colpivano, incidevano, scolpivano. La fatica in quel momento non c’era più perché l’orizzonte si è alzato, è mutato. Non si poteva pensare al sonno, o alla mancanza di cibo. La GMG ha la forza di farti guardare oltre.

 

Cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati, ma mai liberi. No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà! (Papa Francesco, Campus Misericordiae, 30 luglio 2016, Cracovia)

 

don Loris

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